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Traffico rifiuti e mancato smaltimento
ROMA (11 dicembre) – I Carabinieri del Noe, il nucleo per la Tutela dell'Ambiente, sono impegnati oggi in una vasta operazione contro il traffico illecito di rifiuti pericolosi, coordinati dalla procura di Chieti nel quadro dell'indagine denominata “Quattro mani”. In totale sono state emesse 5 ordinanze di custodia cautelare, e nell'indagine risultano coinvolte 36 persone e aziende di varie regioni. I provvedimenti riguardano la scoperta di un traffico illecito di circa 150 mila tonnellate di rifiuti pericolosi non dichiarati come tali: il ricavato del mancato trattamento speciale, che comporta una spesa minore di smaltimento, si aggira intorno ai 3 milioni di euro.

Il caso più eclatante a Genova, dove i carabinieri del Noe hanno denunciato quattro persone per traffico illecito di rifiuti pericolosi, dopo un'operazione condotta nello stabilimento Ilva che ha portato al sequestro, per stoccaggio non autorizzato, di 105 tonnellate di materiale. I quattro denunciati sono Emilio Riva, presidente del Cda dell'Ilva, Giuseppe Frustaci, direttore dello stabilimento, e i responsabili dello smaltimento dei rifiuti Franco Risso e Enrico Calderari.

I nuclei Noe di Genova e Pescara hanno collaborato nell'indagine, conducendo sia ispezioni aeree che verifiche a terra. Il materiale sequestrato, 100 mila tonnellate di polverino d'acciaio e 5 mila di pasta di zolfo, era stato accumulato dal 1998 fino al 2005 nello stabilimento. La massa di rifiuti, nonostante una parte fosse stata smaltita, aveva superato largamente il limite di stoccaggio previsto dalla legge, che obbliga a eliminare entro 3 mesi i cumuli di più di venti metri cubi. Per lo stoccaggio di grosse quantità, inoltre, occorre un'autorizzazione della Provincia che, secondo le indagini, lo stabilimento genovese non aveva chiesto. I materiali erano accumulati all'aria aperta e senza protezioni.

L'indagine proseguirà per analizzare i rifiuti, ma i carabinieri, dopo i primi rilevamenti, escludono che possa essere pericoloso. Oggi saranno presentati in tribunale la richiesta di convalida dei procedimenti e del sequestro del materiale. (Fonte sito www.mgfo.org)


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